A Roma per Giulio, Ciclo-staffetta

Ciclo-staffetta per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni, 22 settembre – 3 ottobre 2018

In bicicletta dai luoghi di Giulio fino a Roma  per consegnare alle maggiori Istituzioni italiane una lettera della famiglia Regeni, nella quale spiega i risultati raggiunti finora e ciò che sarebbe necessario fare per ottenere la verità su ciò che è realmente successo nel gennaio di due anni fa in Egitto.

Roma, 3 ottobre

Orgogliosi di aver consegnato, assieme a Paola, Claudio, Irene, la #letteragialla, che custodivamo con cura dal 22 settembre, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Molte persone e autorità, durante le tappe della ciclostaffetta, ci chiedevano il suo contenuto.
Allora non lo sapevamo.
Oggi, finalmente, possiamo condividerlo con tutti voi:

“Carissimo signor Presidente, oggi siamo qua, grazie alla Sua disponibilità e alla generosità di tanti cittadini italiani che ci sono stati vicini e che hanno voluto dimostrare in modo concreto il loro sostegno e la loro vicinanza alla nostra ricerca di verità e giustizia, per Giulio.
Oggi sono trentadue mesi da quando il corpo di nostro figlio è stato fatto ritrovare barbaramente assassinato al Cairo. Sapesse quanto dolore e quanta fatica ci accompagnano da allora. Nulla è stato più uguale a prima. Non siamo mai stati soli: migliaia di cittadini combattono insieme a noi per avere verità, il popolo giallo, la nostra migliore Italia che oggi ha pedalato fin qua. Abbiamo incontrato tantissime persone in diverse parti d’Italia e abbiamo ricevuto tanto affetto che noi vorremmo ricambiare in qualche modo e per questo portiamo a Lei, quale Presidente, la nostra testimonianza come segno di riconoscenza.
Ma non possiamo fermarci. Abbiamo bisogno, dopo tanta attesa e tante oltraggiose menzogne che alle parole si aggiungano i fatti: dobbiamo sapere chi e perché ha preso, torturato e ucciso Giulio. Lo chiediamo non solo da genitori ma da cittadini di quell’Italia che Lei ama, rappresenta e tutela. È un’esigenza corale non una faccenda privata. Nessuno potrà ridarci Giulio ma non possiamo permettere che la nostra dignità di italiani venga offesa con bugie e silenzi.
Lei, che più di tutti ha a cuore la dignità di questo Paese, dia voce a questa nostra richiesta e restituisca fiducia e onore a tutti i nostri concittadini.
La ricerca della verità per Giulio, diventi un impegno per la tutela dei diritti umani come segno esemplare della serietà e della intransigenza del nostro Paese e della solidità dei suoi valori democratici.
Chiediamo a Lei e a tutte le istituzioni del governo italiano di sostenere e fare sua, in modo sempre più concreto e tangibile, una richiesta che accomuna e muove cittadini di ogni parte del mondo che in Giulio si riconoscono e per Giulio si mobilitano.
Noi, forse Lei lo sa, diciamo sovente che “Giulio continua a fare cose” perché muove le buone energie di questo Paese e costringe con il suo esempio a riflettere sull’inviolabilità dei diritti umani, Giulio ci costringe a decidere da che parte stare. Le chiediamo di stare dalla parte di Giulio, di tutti i Giuli e le Giulie, dalla nostra parte.”

Ringraziamenti dei ciclostaffetisti

“Non si possono spiegare a parole le #emozioni. Non si può spiegare che cos’è la fatica… sulle gambe, dopo 900 km, nella mente, concentrata nello sforzo.
Non si può spiegare che cos’è la paura… di non riuscire ad arrivare in fondo, di non stare facendo abbastanza…
Non si può spiegare cosa significa continuare a sperare anche quando la verità appare così lontana e difficile da raggiungere…
Noi ci abbiamo provato.
Grazie a chi ha creduto in noi, grazie a Paola, Claudio, Irene, Alessandra…
Grazie al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a quello della Camera, Roberto Fico per averci accolto. Il loro sostegno ci da forza.
Grazie a tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto, che hanno donato, che hanno condiviso, che ci sono stati vicino, pedalando con noi, incitandoci, offrendoci ospitalità… insomma un grazie corale a quanti hanno reso questa impresa possibile…

Un abbraccio enorme dai #BisiachInBici”

 

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