Ciclabilità: promossi, rimandati e bocciati di questo 2015

Fine anno, tempo di bilanci e di pagelle. Proviamo anche noi Bisiachinbici FIAB Monfalcone a dare i nostri giudizi, ovviamente in tema di ciclabilità, analizzando ciò che è stato fatto in questo 2015 e valutando ciò che ci auspichiamo (o che è stato promesso) per l’anno che verrà.
Iniziamo dalla Provincia di Gorizia (voto 8), a cui spetta la competenza delle maggiori ciclovie presenti sul nostro territorio, e a cui effettivamente l’ente sta dando l’importanza che meritano. In fase di realizzazione (pronto per l’inizio della bella stagione?) il tratto finale di collegamento fra Grado e Monfalcone (peccato per il tratto mancante sul ponte sull’Isonzo) e in fase avanzata di progettazione la ciclovia dell’Isonzo, nel tratto fra l’Isola della Cona e Sagrado (attenzione all’attraversamento della SR14 in prossimità del ponte di Pieris). Voto alto anche per la demolizione del sovrappasso ferroviario dismesso di Fogliano, che elimina una bruttura del nostro territorio e riqualifica il tratto rimanente in attesa del recupero anche del vecchio ponte di Sagrado, vera chiave di volta per il collegamento ciclabile fra la sinistra e la destra Isonzo.
Non altrettanto accurata invece è stata la manutenzione: quella della ciclabile che collega Cavanata e Caneo è stata realizzata, dopo diverse segnalazioni, solamente gli ultimi giorni dell’anno, a quella del percorso parallelo al raccordo di Dobbia ci hanno pensato i Bisiachinbici, che però non ne saranno più affidatari nel 2016. Saranno in grado gli uomini della provincia di garantire un paio di sfalci l’anno? Basterà il contributo degli LSU? Le promesse e i progetti per gli interventi nel 2016 ci sono, speriamo che anche l’ultimo periodo del regno di Enrico II ci regali diversi chilometri ciclabili, qualche staccionata in più e qualche erbaccia in meno.
Insufficiente infine l’attenzione portata agli interventi di moderazione del traffico, con un utilizzo smisurato di rotonde, concepite e realizzate per il solo traffico automobilistico (vedasi quelle in fase di esecuzione a Ronchi, con il contributo di FVG Strade, Pieris e San Pier d’Isonzo), con scarsa (nulla) considerazione alle esigenze delle utenze deboli (ciclisti ma soprattutto pedoni, vedasi la carenza di attraversamenti).
Ed infine una richiesta sotto l’albero del palazzo di Corso Italia: cari King Enrico e Lady Donatella, fate sparire i camion carichi di bramme dalle strade della nostra provincia.
Promosso con riserva il Comune di Monfalcone (voto 7). Diversi interventi per favorire mobilità e sicurezza, dalla posa di nuove rastrelliere all’abbattimento delle barriere sugli attraversamenti, dalla moderazione del traffico in alcuni incroci alla formazione dei tecnici comunali, con la chicca del festival della Danza e della Bicicletta. Anche qui, specialmente in via Boito, spuntano rotonde come fiori a primavera: ma il loro attraversamento è stato seriamente pensato anche per pedoni e ciclisti? Molto ci si aspetta per il 2016, specialmente dall’esito del bando per le zone 30 che potrà trasformare i collegamenti con Staranzano, rendere ancor più vivibili alcuni quartieri, e, perché no, il completamento del collegamento con Ronchi dei Legionari e un efficiente servizio di bike sharing.
Quello che invece non va proprio giù è il mancato avvio del progetto di riconversione in percorso ciclo pedonale della vecchia ferrovia che collegava la stazione di Ronchi sud al cantiere navale. Da tanti anni si susseguono periodicamente roboanti annunci per i quali i lavori sembrano pronti a partire, ma poi tutto cade nel dimenticatoio. I portatori di interesse (commercianti, residenti e associazioni) spingono per creare questo polmone verde e via di sfogo dal traffico congestionato della statale: dispiace che il Comune, così solerte nel trovare accordi con Fincantieri per tematiche di ben più grave importanza, non riesca ad imporre la volontà dei suoi cittadini ad un’impresa privata che quando si tratta di investire nel sociale fa spesso orecchie da mercante (la responsabilità sociale d’impresa, questa sconosciuta). Sarà forse più convincente la nuova amministrazione, il nuovo super comune, la nuova UTI o chi verrà dopo signora Silvia?
Gravemente insufficiente il voto al comune di Ronchi dei Legionari, unico che invece di investire sulla mobilità dolce la penalizza. Il voto (-100) corrisponde ai metri di pista ciclabile spariti da via San Lorenzo, per la quale dopo molti anni non si è ancora trovato un assetto definitivo. Rimane come reperto storico la sola ciclabile di via dei Brechi, pochi metri isolati fini a se stessi. Collegamenti ciclabili verso i plessi scolastici, cimitero, ospedale o poli sportivi? Nemmeno l’ombra. Via Redipuglia un rettilineo dove le macchine sfrecciano come in autodromo, ciclabili sul canale De Dottori sacrificate sull’altare del bilancio cittadino, in compenso anche qui nuove rotonde in arrivo. Per il 2016 sembrano esserci novità, con nuovi progetti che partiranno dal rione di San Vito per collegare il centro e la ciclabile del raccordo: staremo a vedere. Ma saranno calati in un progetto complessivo, che affronti la mobilità a 360° in tutto il comune, o saranno privi di collegamenti efficienti al resto del territorio? Anche qui a chi verrà nel 2016 la complicata risposta.
Sufficiente in prospettiva il giudizio sul comune di Staranzano (voto 7), che si è perfino dotato di un assessore alla mobilità sostenibile, che ha iniziato a seminare e speriamo di vederne il raccolto nel 2016. Anche perché del 2015 ci si ricorda solamente dell’apertura della faraonica passerella sul ponte della Checca (voto 4, come gli anni necessari alla sua costruzione, e per di più non omologata al traffico ciclabile), avvenuta con leggero ritardo rispetto alle previsioni iniziali. Ad alzare la media c’è però un progetto di zona 30 per le aree centrali e la zona scolastica che dovrebbe partire a breve (voto 9), come anche la messa in sicurezza delle strade rialzando alcune intersezioni, la continuità dei tronchi di ciclabili fini a stessi e una nuova viabilità all’incrocio dei tre comuni. Rimangono alcune criticità da risolvere come il collegamento di Bistrigna al centro cittadino (altra rotonda in previsione) e la manutenzione assente delle ciclabili del litorale. Ma la partecipazione congiunta con Monfalcone al bando per le zone 30 (voto 8) e l’egregio lavoro impostato in prospettiva infondono fiducia per una trasformazione della mobilità comunale.
Molto fermento a San Canzian (voto 7.5): se il capoluogo continua a pagare il suo isolamento ciclabile con Staranzano (a quando una ciclabile di collegamento?), Pieris e Begliano, nelle ultime due località i lavori nell’ultimo periodo non mancano. Nella frazione pierissina infatti, in prossimità del polo scolastico, si sta realizzando un percorso ciclabile in continuazione a quello esistente e sull’intero quartiere sarà posto un limite di 30 km/h, oltre alla creazione di nuovi sensi unici. Nuovo percorso che sarà poi collegato a quello già esistente e prospicente alla strada regionale, con direzione Begliano. Anche in quest’ultima frazione i lavori di realizzazione di un percorso ciclabile sulla viabilità principale procedono spediti. Peccato per la scelta di farlo correre sul marciapiede (motivandone la scelta come una risposta all’inciviltà degli automobilisti, che ne avrebbero fatto una nuova corsia di parcheggio), con un percorso piuttosto tortuoso, che probabilmente non sarà troppo apprezzato.
Neanche a Turriaco (voto 7.5) la giunta Bullian è rimasta con le mani in mano, progettando in questo 2015 due importanti interventi, che danno continuità ai tronchi di ciclabile cittadina finora scollegati fra loro. Il primo riguarda la zona della scuola dell’infanzia, dove verrà realizzata l’unione fra il nuovo passaggio Pertini e la ciclabile di via Trieste, dalla quale prosegue il collegamento verso Pieris, reso ormai continuo dalla costruenda ciclabile di via Aquileia: un lungo asse di quasi un km che porterà i ciclisti direttamente nella frazione confinante. Peccato anche qui la scelta di far correre la ciclabile sul marciapiede, ma è l’unica arma per evitare l’uso della ciclabile come nuovo parcheggio. Buone nuove anche per il 2016, nel quale sono previsti i collegamenti ciclabili da lungo attesi con Begliano e Cassegliano. Nota dolente invece il prolificare dei rallentatori: nel paese con più dossi che abitanti qualche intervento più efficace per la moderazione del traffico poteva anche essere congeniato.
Non pervenuto il comune di San Pier, che paga la sua solitudine rispetto ai centri vicini e quello delle frazioni rispetto al capoluogo. Con i prossimi lavori della ciclabile lungo l’Isonzo riuscirà finalmente a garantire un minimo di decoro e pulizia al piccolo tratto di sua competenza del parco dell’Isonzo?
Positivo il fatto che il comune di Fogliano (voto 6.5) abbia deciso di mantenere la bretella provvisoria ai piedi del vecchio sovrappasso in demolizione, trasformandola in percorso urbano e di collegamento verso la ciclabile dell’Isonzo. Peccato invece che la zona monumentale del Sacrario rimanga isolata per le due ruote, costrette a percorrere la trafficatissima strada regionale. Eppure lo spazio per realizzare un collegamento diretto dal centro non manca, passando in prossimità degli argini del canale De Dottori, dietro i cimiteri e nella zona degli impianti sportivi.
Ma dove porta la “Porta di Sagrado”? Un intervento (voto 0 per la ciclabilità) ben più lungo del previsto che alla fine ha portato alla realizzazione di un misero parcheggio. Con la viabilità rimasta pressochè immutata e la solita scarsa attenzione al traffico debole. Attraversare indenni il centro cittadino rimane un’impresa, costretti ad utilizzare la strada regionale. Quando invece, con un minimo intervento, sarebbe possibile proseguire nella zona interna del paese, sfiorando il magnifico Castello Alimonda (sconosciuto ai più) e sbucare ai piedi del ponte sull’Isonzo.
Questo in sintesi il bilancio ciclabile delle opere realizzate e di quelle previste sul nostro territorio: una befana che porterà agli amministratori più doni che carbone, perché il confronto con altre realtà similari deve onestamente riconoscere una buona visione per un nuovo concetto di mobilità, oltre che la scoperta del cicloturismo come importante risorsa economica del nostro territorio. Ma la guardia non sarà abbassata: molti progetti sono appena stati impostati, altri ci sono solo nelle intenzioni, per cui il lavoro da portare avanti non manca. In attesa di conoscere anche la futura concezione amministrativa della nostra provincia, e a chi spetterà l’onere e l’onore di gestirne il patrimonio infrastrutturale. Con i Bisiachinbici sempre pronti a dare consigli ma anche vigili affinchè i nuovi interventi tengano in uguale considerazione anche le esigenze delle utenze più deboli.

Ciclabilità: promossi, rimandati e bocciati di questo 2015